LA PECORELLA SMARRITA



C’era una volta un pastore che aveva cento pecore. Egli le amava davvero tanto ed aveva una cura particolare per ognuna di esse.

La mattina, di buon ora, le portava nei prati freschi e, felice, le guardava pascolare. Quando arrivava la sera, le riportava al sicuro nell’ovile e le contava una ad una, per essere sicuro che ci fossero tutte: una, due, tre, venti, cinquanta, ottanta, cento. «Bene! Mie care pecorelle, ora possiamo dormire tutti tranquilli». Così ogni sera, dopo averle messe tutte al sicuro, se ne andava a letto contento e con la pace nel cuore.

Un giorno, però, successe qualcosa... come ogni mattina si incamminò con le sue pecore verso il pascolo, lì rimase per tutto il giorno e, alla fine della giornata, ritornò a casa.

Come ogni sera, iniziò a contarle e quando arrivò alla fine... novantasei, novantasette, novantotto, novantanove e...

«Ma ne manca una! Che mi sia sbagliato?» disse il pastore. Si guardò meglio attorno «Ma no! Non mi sono sbagliato, ne manca davvero una! ».

«Ma dove sarà finita? Che le sarà capitato?» disse il pastore disperato.

Con il cuore che gli batteva forte forte dalla paura e dalla preoccupazione, lasciò al sicuro nel recinto le altre novantanove pecore e, senza pensarci due volte, si incamminò per andare a cercare quella che si era persa.

La cercò per tutta la notte, cerca di qua e cerca di là; ormai stava perdendo le speranze “Forse l’avrà presa un’animale selvatico...” iniziò a pensare sconsolato.

Ma, dopo aver tanto cercato, sentì un debole belare in fondo ad un dirupo. «Ho sentito bene? O tanta è la voglia di ritrovarla che me lo sono sognato?». Tese ancora di più l’orecchio e... «Beee» sentì di nuovo. «Non me lo sono immaginato! E’ proprio la sua vocina dolce!»; si incamminò seguendo quel tenero e spaventato belare e finalmente la ritrovò, era rimasta impigliata in un cespuglio e non era riuscita a liberarsi.

Di corsa il pastore si avvicinò alla pecorella e, piano piano, iniziò a tagliare tutti i rami spinosi che la tenevano imprigionata e la liberò. Prendendola tra le braccia, le disse «Cara dolce pecorella, chissà quanta paura che hai avuto! Ora sei al sicuro tra le mie braccia. Andiamo, ti riporto a casa dalle tue amiche», la baciò e l’adagiò sulle sue spalle, felice come non mai di averla ritrovata. Così si incamminò verso casa con il sorriso sulle labbra e la gioia nel cuore. Quando arrivò all’ovile, le altre pecore gli corsero incontro e, dopo aver visto che la loro compagna era sana e salva, furono felici anche loro ed iniziarono a belare per la gioia.

Il pastore era talmente contento che non le fosse successo niente di male, che decise di dare una festa, una grande festa. Chiamò tutti i suoi amici e i vicini di casa «Venite amici miei! Ho ritrovato la pecorella che si era smarrita. Dobbiamo festeggiare!». Così, dopo aver riunito tutto il suo amato gregge e averlo messo al sicuro nel recinto, andò a fare festa con tutti i suoi amici.



Domande per la riflessione:


  1. Chi sarà mai questo Buon Pastore che si preoccupa di tutte quante le sue pecore, anche e soprattutto di quella che non l’ha seguito e si è smarrita?

Ne ha persa soltanto una e tutti gli avrebbero detto di starsene tranquillo a casa, ormai è perduta, gli restano comunque le altre novantanove, sane e salve nel loro recinto. Perché preoccuparsi tanto?


  1. Chi sono, dunque, le pecorelle che hanno seguito la strada che gli ha indicato il Pastore?


  1. Chi è, invece, quella che si è allontanata dal gregge e dal suo Pastore, perdendosi e ritrovandosi da sola?