Parrocchia M.V. Immacolata Lunedì 28 marzo 2011








La spiritualità dell’animatore









Andate e ammaestrate tutte le nazioni.

Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” ( Mt 28 )







Parrocchia M.V. Immacolata Lunedì 28 marzo 2011



La spiritualità dell’animatore

Andate e ammaestrate tutte le nazioni.

Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” ( Mt 28 )



Spiritualità”: per una definizione1.

Il termine ‘spiritualità’ è una parola quasi magica, un termine molto generale che va precisato. Parlare di spiritualità significa parlare dell’uomo, dell’uomo spirituale. “Vi dico, dunque: camminate secondo lo Spirito” Gal 5,16, perché “mediante l’amore siate a servizio gli uni degli altri” Gal 5,13.

L’uomo spirituale è un tipo di uomo che segue un modo particolare di vivere, una maniera totale e globale di essere uomo, di scegliere, di decidere, di comportarsi. Dire “spiritualità” significa dire un tipo di ragazzo, di uomo, di donna con una fisionomia ben precisa, con la sua esperienza precisa. E’ per questo che noi diciamo stasera “la spiritualità dell’animatore”, perché evidentemente è diversa da quella per es. di un monaco di clausura.


La preghiera, spazio di esperienza spirituale.

La preghiera è sicuramente uno spazio privilegiato di esperienza spirituale, un momento significativo in cui fare esperienza dell’incontro tra la propria coscienza personale e la sfera del sacro. La preghiera è allora il canale fondamentale in cui io leggo e vivo il mio rapporto con Dio, il momento in cui io sempre e di nuovo “prendo la decisione di vivere la mia vita come Gesù Cristo o in modo diverso”2.

Capite che, se sono un animatore, la mia preghiera, il modo in cui prego, con i ragazzi e di fronte a loro, diventa un’azione di testimonianza importantissima e delicatissima: guardando il modo in cui io prego, vedendo cosa faccio, come parlo, quali gesti faccio…guardando me i ragazzi decideranno se la preghiera, se la spiritualità cristiana, è una cosa seria o è una stupidaggine noiosa. Quale grande responsabilità ti viene data, da Gesù stesso che ha voluto che tu fossi animatore qui al Gallo per Lui, per andare e ammaestrare i più giovani di te! La responsabilità è tua, e Lui è con Te ( anche se tu non ci pensi ).


Gli elementi della preghiera


Il momento di preghiera che abbiamo fatto prima ho voluto prepararlo in modo che sperimentaste tutti gli elementi che potete usare nella preghiera con i ragazzi, e in modo da avere spunti per riflettere sulle attenzioni che nel preparare, guidare, o attendere alla preghiera, occorre avere quando si è nel ruolo di animatori.



  1. Il luogo della preghiera


Non è la stessa cosa pregare in un posto piuttosto che un altro. Posso pregare ovunque, è vero, ma il luogo in cui prego mi comunica significati e sensazioni differenti. E’ il motivo per cui noi prima siamo andati in chiesa, nello spazio sacro per eccellenza, con-sacrato tempio e dimora dell’Altissimo, sede della Sua presenza reale.

E’ il motivo per cui, pur potendo pregare ovunque, è importante che nel luogo in cui si svolge l’estate ragazzi ci sia uno ‘spazio della preghiera’, un luogo specifico destinato a quello, o un angolo con dei segni ( la Parola di Dio aperta, una candela, lampada a olio –luce, un crocifisso.. ).

Lo spazio parla. Essere lì significa che sto per prepararmi a un momento speciale, già il solo sedermi lì deve dirmi che devo cambiare atteggiamento, perché sto per fare un’esperienza particolare.


  1. Atteggiamento


L’atteggiamento di chi prega è l’atteggiamento di chi si mette in ascolto delle proprie domande profonde, in ascolto della propria interiorità, nel silenzio che permetterà di far risuonare la parola di Dio sulla mia vita. Il silenzio iniziale è quindi importante: se inizio a far pregare mentre tutti i ragazzi stanno urlando e correndo, mentre magari qualche animatore urla “zittiiii!”..significa che per me la preghiera è solo una cosa che devo fare perché è in programma nella giornata di estate ragazzi, significa che per me quella non è una cosa importante, quindi perché dovrebbe esserla per un ragazzo più piccolo di me?


  1. Il segno della croce


E’ importante dare solennità a questo gesto che dice la mia appartenenza a Cristo, che orienta la mia mente, il mio cuore, la mia forza ( testa, petto, spalle ) a un dialogo profondo con il Padre, mediante il Suo Spirito. Nel momento iniziale del segno della croce, io comunico che tutto ciò che non è preghiera da quel momento lo lascio fuori, lo metto via, per essere completamente disponibile al dialogo con Dio. Se non so fare quel gesto, se lo faccio altro, se lo faccio mentre chiacchiero… che cosa comunico ai ragazzi che mi guardano?


  1. Gesti della preghiera ( in piedi, in ginocchio, seduti, rivolti verso la PdD..)


Il mio corpo parla. Mettersi in piedi è il gesto di chi è pronto a partire. Se mi inginocchio, sono in adorazione del mio Dio. Se sto seduto, sono comodo per ascoltare e non perdermi neppure una parola né un gesto di ciò che succede, per ‘stare’ con il mio Signore.

Se ti giro le spalle, significa che non ti sto ascoltando, significa che sono attento altrove.

E se alla lettura del Vangelo i miei occhi, le mie spalle, il mio corpo, non è rivolto verso il libro della Parola di Dio, che cosa comunico?


  1. Parola di Dio. Lettura e commento.


Proprio in relazione all’importanza dei gesti, del ‘fare’, è importante come si legge la Parola di Dio. Non tutti possono farlo. Esiste addirittura un ministero istituzionale nella Chiesa, il Lettorato, che viene conferito a chi, dopo un periodo di preparazione, viene riconosciuto degno di dar voce alla Parola e farla risuonare.

La Parola di Dio è il Verbo che orienta le azioni di chi crede, è il riferimento esistenziale che orienta il cammino di fede di ogni cristiano, è Essa stessa la Voce di Dio, spada a doppio taglio che può raggiungere la mia coscienza.

Non posso leggerla di corsa, non posso fare errori nella lettura, non posso cambiare accenti, non posso non essere chiaro. A me che leggo viene affidata la responsabilità di far risuonare la Parola che orienta la vita di tutti i cristiani nel mondo.

Se la leggo male, con indifferenza, cosa comunico ai ragazzi che mi sono affidati da Gesù?

Un animatore cristiano deve conoscere la Parola di Gesù. Non può essere altrimenti. Almeno il racconto evangelico, nel suo dispiegarsi. Questo per due motivi. Il primo: è di fondamentale importanza, per il mio essere credente, conoscere Colui in cui credo ( So a chi o creduto ). La mia spiritualità non può essere alimentata e vissuta senza un confronto con quella che è la fonte della fede per tutta la comunità credente ( Chiesa ) a cui appartengo.

In secondo luogo, devo conoscerLa bene, per poter scegliere adeguatamente il brano o i brani che voglio proporre ai ragazzi. E’ vero che i sussidi sono pieni di testi da leggere nella preghiera. E’ vero che il don e qualche animatore più grandi sono preparati e posso chiedere a loro. Ma io devo essere in grado, come cristiano, di testimoniare il mio legame con ciò che orienta la mia vita.

Quindi devo conoscere l’Evangelo ( Buona Notizia ) di Gesù, per saper scegliere il testo più importante da proporre per quella particolare giornata di estate ragazzi, in base al tema del gruppo magari, e devo anche sapere spiegare la mia scelta, e che cosa il vangelo può comunicare ai ragazzi.

E se ho qualche lacuna, il don o qualche educatore adulto è sempre a disposizione. “Io sono con voi”, dice Gesù!


  1. Segno ( gesto simbolico ) e storiella, favola ( insegnamento ).

Il segno ( noi questa sera abbiamo fatto il segno del Sì ), è una piccola azione legata ad un significato. Aiuta soprattutto i più giovani a prendere consapevolezza di ciò che si sta facendo, ad interiorizzare meglio la Parola del Vangelo, a capire meglio il significato di certi comportamenti.

Utili allo scopo anche brevi storie per far riflettere ( vd. la storiella dell’uomo che si smarrì nel deserto ). Attenzione: meglio mai tralasciare la Parola di Dio o sostituirla con una storiella. Non dobbiamo rischiare di comunicare ai ragazzi che “il Vangelo è una storiella come tante”!! Il Vangelo è la memoria viva della storia di Gesù il Cristo.


  1. I canti

I canti sono parte importante della preghiera. Non bisogna sceglierli solo in base a se ci piacciono o no. I canti hanno dei testi, che sono preghiere, spiegazioni, che danno voce a stati d’animo, con accordi allegri o tristi, che parlano di meditazione, di vocazione, di servizio.. I canti sono preghiera, non sono momenti ludici di gioco per far rumore e tenerci svegli. I canti segnano dei passaggi, sottolineano dei momenti della preghiera, servono per acclamare alla Parola, per riflettere, per ringraziare…attenzione al modo in cui si scelgono, e attenzione al modo in cui li eseguiamo: il modo in cui io canto, dice il modo in cui io prego.


  1. Padre Nostro

E’ la preghiera che ha insegnato Gesù. Riassume in sé il cuore dell’insegnamento cristiano. E’ Gesù che ci invita a pregare con queste parole.

Approfondiamo questo testo e impariamo a conoscerlo con serietà.







Edoardo Marengo













«L’identità spirituale del singolo, ovvero la coscienza effettiva, è la dimensione della quale ognuno riconosce ciò che è veramente degno dell’umano. La coscienza è il luogo del giudizio che decide l’impegno della libertà, l’orizzonte degli affetti ai quali è affidato l riconoscimento della verità. […]

La sfera della vita spirituale evoca una dimensione profonda e vitale, che desidera essere riconosciuta e appagata3




Parrocchia M.V. Immacolata Lunedì 28 marzo 2011


La spiritualità dell’animatore


Preghiera

Andate e ammaestrate tutte le nazioni.

Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” ( Mt 28 )


Silenzio

In piedi

Segno della croce


Canto di inizio:

Vivere la vita


Introduzione


Invocazione allo Spirito Vieni, Vieni, Spirito di Cristo


Parola di Dio

DAL VANGELO DI MATTEO (28,16-20)


Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano.

E Gesù, avvicinatosi, disse loro: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato.

Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.


Commento al Vangelo seduti


Segno

Canto: Servo per amore


Preghiera ( recitata insieme –seduti )


Ho paura di dire di si, o Signore.

Dove mi condurrai?

Ho paura di avventurarmi,

ho paura del si che reclama altri si.

Eppure non sono in pace:

mi insegui, o Signore,

sei in agguato da ogni parte.

Cerco il rumore perché temo di sentirti,

ma ti infiltri in un silenzio.

Signore, mi hai afferrato e non potuto

resisterti.

Sono corso via a lungo, ma tu mi inseguivi.

Mi hai raggiunto.

Mi sono dibattuto, hai vinto.

I miei dubbi sono spazzati via,

i miei timori svaniscono.

Perché ti ho riconosciuto senza vederti,

ti ho sentito senza toccarti,

ti ho compreso senza udirti.”


Breve racconto seduti

Padre Nostro ( in piedi )


Segno della croce


La preghiera è tratta da: Adorazione euc.ca per le vocazioni, Seminario Vecovile di Vigevano ( da Qumran )


Introduzione

Questa sera ci siamo trovati perché abbiamo ritenuto importante fermarci a riflettere su un aspetto fondamentale della figura dell’educatore e dell’animatore cristiano: la sua spiritualità.

Scegliamo di iniziare con un momento di preghiera, perché senza silenzio, senza ascolto, senza preghiera, senza Parola di Dio, non può esserci spiritualità.


Ci lasceremo guidare da un brano del vangelo di Matteo, in cui Gesù si rivolge ai Suoi apostoli e affida loro una missione e fa’ loro una promessa importante. E’ un brano che ogni animatore può sentire profondamente suo nel cammino che sta facendo.


Ci mettiamo in piedi, come nell’atteggiamento fisico di chi è pronto a partire, e acclamiamo al Vangelo invocando lo Spirito di Gesù, perché apra i nostri cuori ad un ascolto vero della Sua Parola.



Commento al Vangelo

E’ un vangelo che presenta un gruppo di apostoli molto ‘umani’, timorosi, scettici. ‘Alcuni dubitavano’. Gesù è appena risorto, appare loro, ma loro non è che sono tutti così convinti, alcuni dubitano, la loro fede non è così forte. Gesù si rivolge al gruppo così com’è, dà loro fiducia, fiducia piena, li investe di una missione e di un compito importante, quello di andare in tutto il mondo ad annunciare il suo messaggio di amore, di andare ad educare gli altri e insegnar loro a volersi bene,a vivere come fratelli, a crescere nella condivisione, nel darsi una mano, perché quello è il volere e il comando del Padre: che ci amiamo gli uni altri come Lui ha amato noi. Ma perché questo si realizzi, Gesù ha bisogno di noi. Gesù ha bisogno di te, del tuo impegno, della tua fatica, della tua voce, delle tue mani, della tua disponibilità, del tuo ‘sì’ a questa missione, del tuo impegno come animatore. Voi siete coloro che Gesù ha scelto per questa parte del mondo, al Gallo Gesù ha scelto e manda voi. E questa sera e ora vi sta parlando e chiede il vostro sì.

Vi fa’ una promessa: che Lui ci sarà. Sempre. Qualunque cosa accada, in qualunque momento, in qualsiasi situazione. Non vi lascerà mai soli.


Segno

Di fronte a queste parole che Gesù ci rivolge, non possiamo restare indifferenti. Siamo interpellati e chiamati a prendere una decisione. Facciamo un segno. A ciascuno di voi viene dato un lumino.

In questo momento Ci viene chiesto di essere disponibili alla chiamata di Gesù ad essere animatori. Esprimiamo il nostro ‘sì’. Mentre cantiamo il canto ‘Servo per amore’, uno per uno, in fila, ci alziamo e accendiamo un lumino, disponendoli uno accanto all’altro sulla traccia posta per terra.


Storiella

Ti ho riconosciuto senza vederti abbiamo recitato nella preghiera.

Gesù promette di essere con noi fino alla fine del mondo. Impariamo a riconoscere i mille segni della sua presenza reale nelle nostre vite, segni che continuamente ci pone sotto gli occhi, ma ai quali spesso siamo ciechi.


C’è una vecchia storiella che racconta di un uomo che si smarrì nel deserto. Più tardi, nel descrivere la sua terribile avventura Agli amici spiegò come, per la disperazione, si fosse inginocchiato e avesse invocato l’aiuto di Dio.“E Dio ha esaudito la tua preghiera?”, gli chiesero.

Oh, no! Prima che lo facesse, è arrivato un esploratore che mi ha indicato il cammino”.


Non facciamo come quell’uomo. Impariamo a leggere bene ciò che ci capita, a riconoscere la presenza di Dio accanto a noi.

Terminiamo chiedendo questo con la preghiera del Padre Nostro: gli occhi per vederlo e un cuore grande per ascoltarlo.



Brevi note.


Dividere l’incontro in due momenti.

Il primo, il momento di preghiera, luogo privilegiato dell’esperienza spirituale ( se possibile, in chiesa )

Il secondo momento, di riflessione sui momenti della preghiera appena fatta ( se possibile, in un luogo distinto, un ‘aula, per distinguere sottolineandolo lo spazio sacro del tempio ).



1 Cfr. G. Moioli, L’esperienza spirituale, Glossa, Milano, 1992, pp. 11-30

2 G. Colombo, L’ordine cristiano, Glossa, Milano, 1993, p.33

3 P. Sequeri, Sensibili allo spirito, Glossa, Milano, 2001, pp. 7-8

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